Filosofia Open Source e Creative commons

La prassi creativa che si svolge all´interno di Second Life è decentralizzata e fortemente collaborativa. Gli utenti condividono spontaneamente e in modo del tutto libero risorse, conoscenze, e competenze tecniche. Gli oggetti creati possono essere liberamente trasferiti, modificati e riprodotti a costo zero.
I principi a cui si ispira Second Life sono la filosofia open source e il modello creative commons: condividere, riusare, modificare legalmente è lo slogan della Creative Commons, che propone uno schema Open-Source di licenze flessibili per la protezione della proprietà intellettuale. Le Creative Commons sono nate nel 2001 negli Stati Uniti ad opera di Lawrence Lessig, docente di diritto d'autore alla Stanford Law School. L'obiettivo era quello di offrire un modello di copyright adatto ai problemi di condivisione posti dalle nuove tecnologie digitali, al dogma del "tutti i diritti riservati", l'iniziativa contrappone lo slogan "alcuni diritti riservati". Applicando alle proprie opere le licenze Creative Commons è possibile, ad esempio, permetterne la condivisione legale su internet.

Second Life deve rispondere a un doppio criterio: da un lato la sua finalità è la libera condivisone delle informazioni; dall´altro, la sua economia si regge su logiche di tipo capitalistico, per quanto declinate in modo peculiare.
Questo conferisce a SL un grosso potere didattico e proprio grazie alle competenze acquisite in Second Life sono gli utenti stessi che aiutano a costruire un "mondo migliore". L´efficacia partecipativa degli utenti si estende anche alla struttura legislativa. Per esempio, le proteste organizzate dagli "abitanti" hanno spinto gli amministratori a eliminare il sistema di tassazione inizialmente predisposto per regolamentare le transazioni economiche.
Quello che è significativo per SL non è perciò tanto il numero di persone sparse per il mondo che sono collegate a questo mondo virtuale, ma quanto che tutti loro investano tempo, risorse e abilità per far crescere, nei modi più disparati, questo spazio digitale.

http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=2086
http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/creative-commons/creative-commons/creative-commons.html

Unless otherwise stated, the content of this page is licensed under Creative Commons Attribution-Share Alike 2.5 License.